08 novembre 2007
UN UOMO PERBENE
In questo mondo fatto di ladri, di sibille, di oracoli, di tuttofare, di politici arrambanti e corrotti, di persone pronte a tutte le risposte, di sociologi che godono a parlare di omicidi, di salotti dove ognuno fa la gara a chi le spara più grosse, di magistrati che piangono e di magistrati che scrivono libri, di presentatori televisivi che sembrano venditori di mobili, di giornalisti spie e di giornalisti dell'ultimora, insomma: in questo paese di poeti e naviganti, ogni tanto qualcuno se ne va!
Questa volta è toccato ad un uomo perbene, un uomo pulito e chiaro come le parole che sapeva dire, limpido come faceva capire anche le cose più complicate, un uomo non schierato e per questo, non gradito da molti se non da tutti. Da piccolo, me lo ricordo quando, quando in casa mia entrò per la prima volta il televisore: un piccolo schermo dove le valvole che lo facevano funzionare, lo illuminavano come una candela. Non c'erano allora i telecomandi, ma c'era lui: Enzo Biagi, che conduceva il telegiornale di allora; e siccome a quei tempi non c'erano le immagini televisive, se non qualcosa di repertorio e montato almeno qualche giorno prima della notizia, lui sapeva spiegare con parole semplici ciò che accadeva. - Mi piaceva quell'uomo, schietto e sincero, semplice ed educato, non invasivo e non arrogante, sapeva raccontare cose a molti di noi incomprensibili. Nel corso dei miei anni, ho sempre letto i suoi libri, ho visto i suoi capelli imbiancarsi e la sua faccia sempre più distaccata, da un paese che cambiava in modo sbagliato, ha subito l'ignomia di essere cacciato dalla TV, per colpa di Berlusconi, dicevano: lei Biagi, è troppo schierato e parla male del presidente del consiglio. - Come se, i giornalisti o i cronisti come lui si definiva, avessero l'obbligo di obbedire al padron servente.
Ecco, Enzo Biagi se ne andato via, e come lui altre persone di questo malsano paese non ci sono più. Sono persone che mancano, perchè in loro ci si rispecchiava quello che ognuno di noi voleva essere: la semplicità e la giustizia sociale. persone come Biagi, che hanno fatto la guerra e combattuto poi nelle pagine dei giornali per cambiare questo paese. Purtroppo, la sua morte è capitata nel bel mezzo di una ennesima sceneggiata della politica italiana: gli immigrati e il pacchetto sicurezza. Parole che Biagi, avrà sentito nel corso dei suoi anni, innumerovoli volte, promesse mai mantenute e aria sui denti. - Ora che lui non c'è più, almeno di dire, quattro righe sui giornali, la conmmozione di rito dei soliti ignoti davanti alla sua bara e i finti ricordi di lui, quello che ci resta come italiani è sempre ben poco. Ci restano solo promesse e oracoli, sibille cumane e delinquenti in cravatta. La via della redenzione, come lui diceva, è sempre lì a portata di mano. Basta conoscerla per essere normali.
16 ottobre 2007
LA GUERRA DI WALTER
Roma 16 Ottobre 2007. Dichiarazione di Walter Veltroni:
Nei prossimi giorni non parteciperò ad alcuna trasmissione televisiva». Lo ha precisato il neosegretario del Partito Democratico, Walter Veltroni, aprendo la sua prima conferenza stampa da leader della nuova forza politica, «la prima in Europa - ha sottolineato il sindaco di Roma - ad essere nato da una spinta dal basso». Veltroni ha commentato positivamente il risultato dell'affluenza, i 3 milioni e 400 mila elettori che hanno deciso di recarsi alle urne per la scelta del segretario. «Un numero eccezionale», ha sottolineato Veltroni, che ha poi parlato di «un voto per e non contro, un voto sereno, razionale, determinato e anche allegro e festoso».
Ecco ricordiamoci di quanto affermato da Veltroni. Vedrermo se non andrà a Porta a Porta, a Matrix o da qualche altra demenziale trasmissione politica, della demenziale TV italiana. O magari pensa invece di andare a parlare all'Isola dei famosi?! - Un voto allegro, sereno e festoso? E quando mai gli italiani quando vanno a votare sono allegri, sereni e festosi? Ho l'impressione che Walter , non capisca neanche lui quello che dice, o se è convinto di quello che dice. Comunque, lui ha dichiarato che non parlerà in TV. VEDREMO.
Ha poi continuato:
PAROLE CHIAVE - Veltroni ha poi utilizzato «due parole chiave» per definire la nuova stagione politica che si apre con la nascita del Pd: «Innovazione, per riconquistare il futuro; e coesione, che è diversa da unità, perché è qualcosa di più». In questa legislatura, ha fatto presente Veltroni, il partito sosterrà lealmente il governo Prodi, sul quale il giudizio è assolutamente positivo «perché ha un bilancio di risultati ottenuti non riscontrabile in altri esempi della legislatura». Il sindaco di Roma ha poi ricordato le riforme che il centrosinistra vorrebbe varare, tra cui la riduzione del numero di parlamentari e la possibilità per il presidente del Consiglio di nominare e revocare i ministri, e ha detto che risultati significativi potrebbero essere ottenuti in otto mesi.
Ci risiamo, le solite promesse. Ma tutto questo: riforme, riduzione parlamentari, bilanci, ecc. non era nel programma dell'attuale governo. Che bisogno c'era di fare un nuovo partito per fare le stesse cose che vorrebbe fare l'attuale? Che bisogno c'era di promettere e poi non fare nulla, come fa l'attuale governo? E come la metterà Walter con le correnti del neonato PD? Con Rosy Bindi, Letta e amici vari?
RAPPORTO DIALETTICO - «Il Partito democratico continuerá a portare avanti proposte come un partito che ha un suo programma - ha precisato - ed insieme sosterrá il governo. È una dialettica fisiologica». E proprio da questo rapporto «dialettico», ne è convinto il segretario , arriverá una «sollecitazione per una azione riformista del governo».
Povero prodi. Mi sembra che dietro queste parole, ci sia una sonante trombatura fra qualche mese. Eh si. Mi sà che Walter, stia preparando le valigie per Palazzo Chigi, con buona messa di Romano.
I TEMI - Veltroni ha poi affrontato i temi già evidenziati nei giorni scorsi e nelle ore immediatamente successive alla promulgazione dei risultati: la necessità di guardare all'Europa, la lotta alla precarietà, la modernizzazione, la vocazione maggioritaria. «Il Partito democratico - ha evidenziato il neosegretario - inventerà un nuovo lessico per la politica italiana». E per questo sarà senza correnti e destinerà il 50% dei posti negli apparati dirigenti alle donne.
Leggo bene? Ben 50% dei posti dirigenziali saranno assegnate alle donne? ma voi ci credete a una fesseria del genere? Dice che inventarà un nuovo lessico della politica italiana. E come parlerà in Turco forse? O magari si ispirerà a uno dei suoi tanti amati film polacchi di cui ne è cultore? - Ma come, noi conosciamo solo l'Italiano e non altre lingue, siamo abituati a sentire i nostri politici, parlare di Convergenze Parallele, di maggioranze fluttuanti, di minoranze silenziose, insomma di fesserie del genere. Bah, vorrà dire che con l'era di Walter, impareremo un altra lingua.
15:21
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12 ottobre 2007
C'ERA UNA VOLTA......(e adesso c'è ancora..)
C’era una volta, tanto tanto tempo fa, affacciato in un mare che sembrava una pozzanghera, tale era dal marciume che ci buttavano dentro, un “bel paese”. Questo paese che si chiamava “Repubblica delle Banane” era governato e mal governato da una compagnia teatrale “stabile” di commedianti e comici, alcuni dei quali anche molto bravi in quanto figli, nipoti, cugini, pronipoti, lontani parenti e amici d’arte, sempre intenti a replicarsi, alternando così di continuo, il “ Teatro della Politica “, opera unica al mondo e che si recitava solo in quel paese, cioè: la Repubblica delle Banane.
Sulla scena davano il meglio di sé, non c’era dubbio : C’era chi, con “baffetti da sparviero”, interpretava un ruolo (il migliore), molto ambito e acclamato dalla platea, il comunista! Chi, con l’aria di uno appena uscito da Messa, mani giunte, passettino breve, occhialetti, un po’ ingobbito, sosteneva (da sempre) la parte del democristiano. Poi via via tutti gli altri, tanti (migliaia) da riempire le due camere del parlamento, i molti gabinetti, i tanti ristoranti, i tanti buffet, i tanti salotti e un transatlantico (che non era una nave) a loro disposizione. - I famosi e tanto citati “ Nani e Peones “. Ma, appena calava il sipario e il pubblico tornava a lavorare, dietro le quinte andava in scena ben altra commedia : il “ L’inciucio”, anche questa opera unica al mondo. Infatti, una volta tolta la maschera, si complimentavano a vicenda, con pacche sulle spalle, cene conviviali, strizzatine d’occhi, e come la “ Cupola” si dividevano, in base all’applausometro, delle trasmissioni televisive fatte apposta per loro, l’incasso e i portafogli.
I ministri, vice ministri e sottosegretari eletti da questi governi sapevano già in partenza che avrebbero avuto una “vita breve”, (scadevano come lo yogurt o il latte), ma intensa e piena di avventura. I privilegi che avevano erano enormi e li avrebbero mantenuti per sempre. Salivano come si sale su un taxi e “ l’autista “ (non ricorda più quanti ne ha scarrozzati) che la sapeva più lunga del ministro, gli faceva fare un bel giro turistico, lui non serviva facesse nulla, era tutto programmato, fino al capolinea. Chiunque poteva fare il ministro, il vice ministro o il sottosegretario, di conseguenza la commedia diventava tragi-comica. Il ministero del lavoro era quello che li imbarazzava di più perché nessuno di loro aveva mai lavorato, invece tutti ambivano il ministero del tesoro, dove c’erano i soldi e la cassa.
Sapevano, costoro, perfettamente come comportarsi una volta diventati ministri del tesoro : ogni tanto si aumentava la benzina o le autostrade, i biglietti dei treni o quelli degli aerei, il pane o il latte, ma soprattutto erano specializzati nell’aumentarsi i loro stipendi; i famosi “ conti della serva “, oppure si metteva qualche “ unatantum “ che poi diventava “unasempre”, da non togliere mai. Erano arrivati persino, grazie ad una mente “sottile”, ad aspettare che la gente andasse a letto per tassare nottetempo i risparmi depositati in banca dei quasi 4 milioni di pensionati morti di fame, e dei milioni di lavoratori disoccupati. Una furbata niente male, che però fu la classica goccia che fece trabboccare il vaso, sia ben inteso che loro non avevano paura di niente. - La platea, nauseata, si stancò del “ Teatro della Politica “ e alla prima seria occasione elettorale, li cacciò, cambiando, almeno così credevano di fare meglio, la compagnia teatrale. Ora, fortunatamente, tutto questo è un lontano e brutto ricordo nell’ex “ Repubblica delle Banane “ tornata ormai a pieno titolo a essere “ Il Bel Paese “, rispettato da tutto il mondo, o quasi. Non è certamente la prima nazione del mondo, forse sarà fra i primi dieci, ma la stoffa c’è e con una buona dose di volontà c’è la potrebbe fare.
Prendiamo a caso un ministero dell’attuale governo, quello dell’economia: a condurlo troviamo finalmente una persona onesta, poco giovane è vero, ma colta, preparata, laureato in una delle prestigiose università del paese, ha scritto libri di grande interesse socio-economico, è anche un buon politico e conosce perfettamente la lingua inglese, almeno così sembra, che gli permette di confrontarsi alla pari con i suoi colleghi di tutto il mondo. E’ un vero e proprio “ genio dell’economia “, lo ha dimostrato ora che il mondo è diventato un campo di battaglia. Ha aumentato le tasse e quel che più conta non ha mai messo le mani nelle tasche dei cittadini: ci ha messo tutto il braccio, ha definito “bamboccioni” i figli che stanno ancora con i genitori, dicendogli che devono uscire fuori di casa e vivere da soli, tanto l’astronomica cifra di 500 euro al mese che guadagnano possono permettersi anche le ferie e pagarsi l’affitto, ha detto che gli italiani sono diventati ricchi è che le tasse è bello pagarle; insomma un vero è proprio genio del teatro, della commedia all’italiana tanto per rimanere in tema di “repubblica delle banane.
Molta acqua è passata sotto i ponti da quando su quella poltrona, appollaiato sullo schienale, stava un vero e proprio vampiro. Il problema è che i vampiri si moltiplicano e possono sempre tornare sotto altre spoglie. – Il ministro dai “baffetti da sparviero”, aveva capito che, con la mala parata che tirava nel paese, era meglio stare alla larga dalla “repubblica delle banane”, essendo lui, il ministro degli esteri, forse disse, che stare all’estero era più salubre; anche perché c’era un giudice di una città del nord, che lo perseguitava e lo accusava di avere appoggiato il tentativo di comprare una banca, tanto che al telefono gli scappò: “ così abbiamo una banca anche noi…”. – Cose che capitano. Poi, passata la tempesta che tirava, sicuramente sarebbe tornato come il salvatore della patria, come dire: “ve l’avevo detto io, che Romano prima o poi con questa accozzaglia di partiti, non c’è l’avrebbe fatta a governare”, eccomi qua!
Romano, che era il capo di tutti i ministri, ogni giorno sembrava la pubblicità della magnesia bisurata aromatic, tanto erano i mali di pancia che doveva prendersi per tenere in piedi le sedie del teatro della commedia, anche lui ci metteva del suo, quello detto alle dieci del mattino, era smentito alle dieci e un minuto, diceva che ora il paese aveva meno debiti e che quindi si poteva dare qualche centesimo alle disgraziate famiglie. Il carrozzone, andava avanti a scossoni e traballante sulle ruote sgangherate, gli stessi ministri del governo, manifestavano contro se stessi, le piazze erano sempre piene di orde manifestanti che, davano un fastidioso male di pancia a Romano e ai suoi, sembrava assediato, ma lui rimaneva “FERMO”.
C’era una volta………
11:20
Scritto da : turi_ct
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01 ottobre 2007
LA NUOVA FINANZIARIA E UN GENERALE AMERICANO
Noi, potremmo scrivere tutti i post che vogliamo, possiamo urlare quanto ci pare, possiamo scrivere tutte le malefatte dei politici, possiamo denunciare le corruzioni, i favoritismi, le parentele, i milioni di pensionati morti di fame, l'uranio impoverito, i treni che sono un colabrodo e gli aerei che non decollano, le strade vecchie e bisunte, cantieri inesistenti, soldi sprecati per opere di nessun interesse, la criminalità che avanza nelle città quasi fosse lo sbarco dei mille, la benzina che aumenta mentre si è alla pompa, il pane che aumenta, il latte che nessuno sa più quanto costa, insomma: è nel nostro dna di italiani essere eternamente insodisfatti.
Così su per giù, ci potrebbero dipingere alcuni pseudosociologi all'amatriciana, che hanno sempre pronta una risposta per qualsiasi domanda. Ora dico io, ma vi siete accorti che nella finanziaria che hanno deliberato sabato sera, nella riunione dei ministri, Prodi ha detto un mucchio di schiochezze? Che per accontentare un comico (Grillo), avrebbero, dico avrebbero, deciso di diminuire alcuni irrisori costi della politica? Che dire che stanno affondando con le loro idiozie, che è come sparare ad un moribondo! - L'orrore che si prospetta di un'altra finanziaria fatta di lacrime e sangue, mi sconvolge al punto tale che ho perfino la nausea di parlare di politica. L'ici, verrà diminuita e i pensionati finalmente potranno farsi la crociera, perchè avranno una detrazione di imposta (23 euro?).
Tutti d'accordo, e appena fuori dal palazzo già sono iniziati a prendere le distanze di quanto un'ora prima avevano deciso: il solito teatrino, la solita beffa, la solita rissa da cortile, che non interessa agli italiani, ma solo per le loro beghe da cortile. - L'altra sera, in una riunione di amici, si era proposto di dare in gestione per dieci anni l'italia, ad un "generale americano", che su per giù dovrebbe fare quello che fece quel generale americano che, alla fine della seconda guerra mondiale, ricostrui e gesti il Giappone, portantodolo oggi una delle prime potenze mondiali. Tanto noi la "coca cola" la beviamo da un secolo, le gomme americane le mastichiamo da una vita, le basi americane sono da noi da circa 60 anni, i nostri politici sono appunto da sessant'anni che si genoflettono alla "Casa Bianca". Insomma, visto che la nostra classe politica non riesce a rispondere alle domande della gente, rinchiudendosi nei palazzi, per parlare del sesso degli angeli, l'idea di dare in gestione il paese ad un'estraneo, non ci sembrava poi così malsana. Per carità, nessun fucile e nessun carro armato, noi siamo un paese democratico e pacifico, e poi abbiamo il campionato di calcio più bello delmondo, sarebbe come terziarizzare la gestione di una azienda, come dire: fai tu perchè noi non c'è la facciamo.
Soluzione da bar, me ne rendo conto, ma anche un modo come un altro per dare una scossa alla "casta", che è talmente lontana dalla gente, dal paese reale, che potrebbe raggiungere la considerevole distanza del ridicolo.
10:17
Scritto da : turi_ct
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26 settembre 2007
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Ieri sera, a ballarò, ci mancava pure il pianto (finto) e il sudore (quello vero) di Clemente Mastella: "Non farò la fine di Craxi, che se ne è dovuto andare in Tunisia, o di Marco Biagi".

Il ministro della Giustizia a Ballarò si è sfogato contrattaccando quelli che lo indicavano come simbolo della Casta, contro cui si scaglia l'omonimo libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. "Non ci sto", dice a più riprese Mastella. "Ho visto un cartello nel vostro servizio con su scritto "Mastella ti odio". Io non ci sto: perché l'odio? Cosa ho fatto? Io non ho né più né meno degli altri ministri".
L'odio, secondo Mastella, è «pericoloso» e per dar forza alla propria tesi, il ministro cita il provvedimento sul negazionismo dell'Olocausto. «Dopo quel provvedimento sono finito anche in siti neonazisti. Attenzione, perchè l’odio è pericoloso». - Furbo il ministro: per uscire dall'angolo in cui si è ficcato dopo l'ennesimo scivolone recita la parte della vittima. Figurarsi. Mastella nei panni di un indifeso? Ma ci faccia il piacere, direbbe Totò. Noi viviamo in una società (ma non pensiamo solo a quella nostra, italiana; il fenomeno è mondiale) dove i valori condivisi sono diminuiti. Questa situazione è certamente più disagevole.... Perchè? Perché richiede a ciascuno dei suoi membri un senso di equilibrio e di responsabilità assai maggiore di un tempo. Equilibrio che proprio a certi politici sembra mancare. Un tempo c'erano alcuni valori egemoni, alcune ideologie in qualche modo monolitiche. Si poteva aderire o contrastarle e questa era la scelta da compiere.
Oggi non ci sono più valori egemoni e gli individui sono dunque molto più autonomi... ma l'autonomia è anche un valore. Perché Mastella e non solo lui si lamenta del trattamento ricevuto dai media? Sono stati forse i giornalisti a costringerlo a portare il figlio sull'aereo di stato per assistere al Gran Premio di Monza? E allora diciamo le cose senza fuorviare le menti. Siamo in una situazione più disagevole ma anche più liberale. Lo stesso sentimento morale è vissuto in modi egualmente intensi ma diversi. Si confrontano diverse moralità, diverse religioni, diverse opzioni culturali e politiche. E noi troviamo che questo sia un bene e pensiamo che il tentativo di ripristinare un'etica unitaria sarebbe un regresso... ma qui parlavamo del vuoto. Vuoto è andare a puttane e tirare la cocaina e poi gridare al complotto, vuoto è farsi i propri affari alla faccia degli italiani e buttarla nell'esagerazione una volta scoperti, vuoto è sistemare figli e parenti nelle aziende pubbliche spacciandoli per geni.
Con esso è difficile confrontarsi, bisogna prima riempirlo di contenuti. Infatti, quando si parla dei ragazzi in genere si dice che nelle loro teste non c'è nulla. Ebbene questo giudizio è certamente vero se si vuol dire che non c'è in quelle teste alcun valore morale e culturale, ma non diremmo che c'è il vuoto. Qualche cosa c'è. C' è un mondo mercificato, un mondo fatto di merci e di gesti anch'essi mercificati: il bar, il videogame, il supermercato, le scommesse, i giochi insulsi e talvolta assassini. E poi c'è l'idea del compromesso, del Grande fratello, della velina gambe aperte, del tanto al chilo.
E proprio su questo tema i politici sono i cattivi maestri. Hanno la coda di paglia e messi all'angolo non sanno fare di meglio che gridare al complotto. Come se il popolo con tutto ciò che deve fare per pagare i loro sprechi non avesse altro da fare che, almeno a parole, dispensare calci nel sedere a destra e a manca.
16:45
Scritto da : turi_ct
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25 settembre 2007
COSA TI PERDI O FORESTIERO...
Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni, i sequestri di persona, gli intrighi politici e mafiosi, dove la corruzione e le tangenti scorrono come il sacro fiume Pò? Dove i prezzi aumentano mentre il bottegaio sta facendo il cartoccio, o lo sciopero dei trasporti scoppia proprio quando il Ministro dei Trasporti garantisce che ci sarà un'autunno tranquillo, e solo i bagnini potranno incrociare le braccia, perchè è finita l'estate?
Si ed è per questo, o straniero, che hai tagliato la corda, preferendo la "paella" agli spaghetti, la "slisoviza" alla grappa, gli "euzones" ai carabinieri. Ti capisco, ma qualcosa hai certamente perduto. Perchè in un modo o nell'altro, un incontro felice, una mangiata allegra, un furto in albergo o un'audace manovra amorosa sulla spiaggia, una crisi di governo, le vacanza italiane, ne sono convinto, restano uniche e indimenticabili. - C'è sempre qualcosa di imprevedibile e di fantasioso nelle vicende di questa terra benedetta. Abbiamo anche noi dei primati. Il vero boom di quest'anno non è stato il tanga ma il sedere, anche la nostra Miss Italia in questi giorni ha dovuto con dovizia di particolari zoom, mostrarlo per incipriarsi la testa della corona di vincitrice: "Il seno ha stancato tutti, se ne sono visti troppi".
Perchè questo è un popolo capriccioso ma deciso: basta con le tette, e avanti con le natiche.
10:08
Scritto da : turi_ct
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20 settembre 2007
PER FAVORE TOGLIETE I POLTICI DAL VIDEO
Sicuramente fare il papa dopo Giovanni Paolo II, non è facile; piaceva molto alla gente. Parlava un linguaggio della parrocchia, pur avendo una chiara visione globale del mondo. Aveva ignorato la parentela; aveva eliminato il fasto degli alabardieri e dei festoni in coloro cremisi, perchè si sentiva umile e uomo di pace.
Dopo Ciampi, abbiamo avuto Napolitano, non vedo la folla che gli urla dietro "Giorgiooo", non so se gli piaccioni i giovani, se ha voglia di stare con loro: è questione di temperamento. - Sandro Pertini, indimenticabile Presidente della Repubblica, portò nella dificcile carica, quella pulizia e quella freschezza che segnavano il suo carattere; e i suoi tempi non certo paragonabili a quelli di oggi, erano difficili, il sequestro Moro, le BR, i governi che si scioglievano al primo sole di primavera, la disoccupazione; anche quando sembrava eccessivo era sempre sincero.

Aveva alle spalle un passato che gli consentiva di andare a colazione con la ex regina, di criticare pubblicamente le lentezze del governo, d'intervenire nelle dispute sindacali, di passare la notte accanto al pozzo dove era precipitato un ragazzino, sotto la luce impietosa delle telecamere. - La sua onestà e la sua storia stavano al di sopra del cerimoniale, e qualche volta anche alle regole costituzionali: a nessuno sarà concesso tanto!
10:45
Scritto da : turi_ct
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18 settembre 2007
GRILLO 2 E LE TASSE DI PRODI
Sarà, ma le liste civiche di Grillo, annunciate e urlate ai quattro venti, mi lasciano un pò perplesso. Ho sempre sospettato di chi, del populismo ne fa una ragione di vita. Già vedo schiere di gente urlante, davanti alle prefetture, per depositare simboli e nomi dei "nuovi politici cittadini", naturalmente tutto certificato da Beppe Grillo.

Ma la bontà dell'iniziativa, la freschezza e novità da lui lanciata, secondo me, rischiano di essere ionghiottiti dall'apparato digerente della classe politica Italiana, come già altri nel passato.
17 settembre 2007
IL GRILLO PARLANTE
Benvenuti, a tutti i lettori del mio Blog. Beh, che dire, di cosa si dovrebbe parlare nei Blog, a parte le vite private, le storie d'amore, gli sfoghi personali, e via dicendo? Semplice: di Beppe Grillo! - Eh sì, perche oggi non puoi fare a meno di parlare di lui, è oramai diventato, l'oggetto della discussione di tutti: nei bar prima si parlava di calcio, oggi si parla di Grillo; nelle fabbriche appena timbrato il cartellino, si parlava del contratto di lavoro, oggi non più. Oggi, più che mai, Grillo ha attirato l'attenzione di tutti, ha saputo con il suo sarcasmo e la sua comicità (fin troppo vera in fondo), attirare la massa, ha fatto chiedere agli Italiani, se per caso in tutti questi anni, sono stati presi in giro da tutti i politici o da tutti i governi, usando parole semplici e diretti, come parla un bottegaio o un portiere, senza peraltro togliere nulla a queste professioni. Va da sè, che la classe politica Italiana, come spesso accade in questi casi, più che chiudersi a riccio e difendere la propria casta, ha avuto la reazione opposta, cioè: ha saputo con i suoi imbarazzanti silenzi, con le sue contraddizioni tipiche, amplificare lo stesso Grillo e quello che va dicendo in giro. Per carità, lui dice cose giuste e vere, cose che nell'animo nostro sono dormienti da decenni e decenni, ma che nessuno fino a ora ha saputo dire bene come lui, a un popolo intero, certo, oggi con internet è più facilile comunicare, parlare, dire e fare, la bravura sta nel fatto, di cogliere il momento giusto. Prodi, Veltroni 8l'uomo nuovo della politica Italiana), Berlusconi, Dalema e compagni, appaiono sotto le sue sferzate, come dei giurassici, in cerca di una ancora che li possa salvare da un'ondata travolgente che, in tutto il paese sta montando. Loro, apparentemente si preoccupano di sminuire e sconfessare, quanto giustamento detto da Grillo, portavoce del popolo e della gente per bene. - Mi ricordo, che durante una discussione, un giorno venne fuori che fine avevano fatto i sessantottini, quelli che teorizzavano la lotta di classe, sparando e ammazzando nel tempo libero, tanto per concretizzare la cosa; qualcuno disse: "...che siccome non erano riusciti a cambiare lo stato, avevano cambiato loro stessi. Chi è diventato, direttore di banca, chi politico, chi dirigente, ecc., insomma cambiando se stessi, si erano convinti di aver cambiato lo stato borghese e antiproletario, come loro asserivano. - L'unica preoccupazione, è che tutta questa ondata di pulizia, di verità, di nuovo, che si vuole immettere nella società Italiana, non vada a finire come le altre volte: SI ADEGUA!!!!
15:10
Scritto da : turi_ct
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